NATALE
2018
Per Natale regaliamoci silenzio, solo così si incontra Dio

di suor Miriam Zendron,
originaria di Valda,
missionaria delle Figlie
del Sacro Cuore di Gesù
a Maragogi – Alagoas, Brasile

In questo periodo di vacanza in Italia ho avvertito, oggi più che mai, che qui c’è bisogno di silenzio perché la realtà si è fatta più complessa e ti senti circondato da un turbinio di voci, ciascuno col suo monologo. Ciascuno con le sue idee personali che pretende diventino universali. Più che parole sembrano pietre: i politici dicono la loro, i mass media giocano sui conflitti di opinione e non sai alla fine dov’è la verità. Vedi cortei che difendono una cosa e altri che difendono il contrario, si emanano leggi che pare vengano a distruggere uno stile di accoglienza e di solidarietà che ci caratterizzava come italiani, come cristiani. Che confusione! Dov’è la verità? Ci vuole silenzio e umiltà per rimettersi a leggere, studiare, approfondire i testi dei legislatori, riuscire ad avere la nostra opinione e smetterla di lasciarci forgiare da chi “abbaia“ più forte! E questo lavorio lo dobbiamo fare personalmente, tutti, con la pazienza di chi scava alla ricerca di un tesoro, trovandoci poi a condividere i frutti della nostra riflessione. Questo sarebbe il Natale più bello: le aree pastorali trasformate in luoghi di ricerca, studio, approfondimento, dibattito sui temi scottanti del momento, per poi insieme scegliere la strada da seguire, con onestà interiore, senza scudi e preconcetti, avendo sempre al centro la persona, soprattutto se è povera e indifesa.
Questo è fare vera “politica“, questo è il modo migliore di conoscere come deve comportarsi un cristiano nella vita reale e agire di conseguenza.

Papa Francesco ci è grande maestro se guardiamo il suo esempio e leggiamo i suoi scritti. E non dimenticare in questa ricerca della verità, di chiedere aiuto alla parola di Dio, così scarna, cosi efficace e penetrante, riprendendola in mano, talvolta dopo anni, e lasciandola calare in noi fino ad acquietarci, illuminare il corso degli eventi e insegnarci a vivere. Ci sembrerà nuova ci chiederemo come mai non avevamo scoperto prima la forza dirompente che porta con sé. “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio… E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi… e dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia“. Sono parole tratte dal primo capitolo del Vangelo di Giovanni e che sentiremo echeggiare nelle Messe natalizie.
Occorre poter incontrare il silenzio. Silenzio di luci, mercatini, zampogne, regali, fiumi di gente nei centri commerciali. Eppure Natale e prima di tutto silenzio! La celebrazione di un Dio che non fa rumore, viene in punta di piedi, di notte, in campagna, alla luce delle stelle. Ed è fragile con un bambino, è un Bambino! Non ostenta ricchezza, potere, benessere.Viene in semplicità e cresce nel silenzio, interrotto soltanto da rumore della pialla e del martello nella bottega del falegname.

A quella scuola ha imparato a leggere nei cuori, andare oltre le apparenze e interpreta i segni presenti nel mondo che indicano la presenza di un amore che ci segue ostinato e che oggi non sappiamo più riconoscere perché ci manca, appunto, in silenzio. I nostri padri, contadini o artigiani, sapevano di cosa sto parlando. Lavoravano nei campi e, tutta la giornata, in silenzio, contemplavano Dio nel mistero del chicco di grano consegnato alla terra, che più tardi cresceva e ondeggiava, dorato, nel vento. Imparavano dalla natura alla Bellezza, la pace interiore, il perdono e le altre risposte che scandiscono il segreto del vivere in pace cosa stessi, con gli altri e col mondo. Se tenteremo di entrare in questo atteggiamento di ricerca, disarmata e creativa, alla fine dell’Avvento potremmo dirci gli uni gli altri, senza ipocrisia e senza usare parole svuotate del loro senso profondo, Buon Natale.


NATALE 2018

Carissimi tutti,
vi chiederete perché la Comunità Educante della Scuola Sacro Cuore manda gli auguri natalizi con un’immagine africana. Carissimi, per questo Avvento, i ragazzi hanno pensato ai bambini del villaggio di Pemba, che si trova nel cuore dello Stato africano del Mozambico, e ci è sembrato logico scegliere questa bellissima immagine per dire a tutti noi che il dono concreto dei nostri alunni arriva a quelle capanne, dove ancora oggi vivono tanti fratelli che necessitano di tutto. È Natale, sì, con doni, luci, feste… ma lo è veramente se il nostro cuore si apre a chi, anche oggi, ha veramente bisogno di pochi centesimi per vivere.
Gesù è venuto, viene, verrà ogni giorno se lo sappiamo ascoltare per annunciare la pace agli uomini che vogliono il bene. E con la certezza che ognuno di noi cerca, desidera, vuole il bene, vi lasciamo davanti alla capanna africana per sentir dire da Colui che tutto può: Buon Natale!

Per la Comunità Educante
sr. Lorenza fscj

AVVENTO e PREPARAZIONE al NATALE

Come ogni anno in questo periodo l’Istituto presenta diverse attività volte alla sensibilizzazione e alla promozione dello spirito cristiano.
In concomitanza con la Solennità di Cristo Re e dell’Avvento la scuola ha proposto ai ragazzi una concreta iniziativa di solidarietà: la raccolta di prodotti alimentari che sono destinati alla Mensa dei Poveri presso il convento dei Frati Cappuccini della città.
In preparazione al Natale sì svolgeranno dei momenti di riflessione e di spiritualità: la nostra Suor Mariapia offrirà alle classi due differenti spunti per vivere l’Avvento come preparazione al Natale. Nel primo, destinato agli alunni dei primi tre anni, è presentato il Natale attraverso canzoni e testi, con l’invito a riflettere su Gesù, il Figlio di Dio che si fa uomo e dona all’umanità un modo nuovo di amare. Parallelamente si propone agli studenti di sostenere il mercatino d’avvento organizzato dalla scuola elementare dell’istituto, il cui ricavato sarà destinato al sostegno di una nuova missione avviata dalla congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù in Mozambico.
Il secondo spunto, proposto agli alunni delle classi quarte e quinte, offre una lettura simbolica dell’arte cristiana: affreschi, mosaici e icone diventano porte per comprendere il mistero di un Dio che si fa uomo.
Venerdì 21 dicembre si terrà la veglia di Natale presso la chiesa del nostro Istituto, con la collaborazione delle classi quinte che animeranno la veglia. La riflessione dal titolo: “Maestro, dove dimori?” aiuterà tutti a meditare sull’importanza del Natale.
L’occasione ci è propizia per augurare a tutti, fin da ora, i nostri più affettuosi auguri di Buone Feste!